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Rischio

Rischio di sequenza: stessi rendimenti, risultati diversi

Anatomia del rischio · I conti di accumulo, prelievi e ribilanciamento: che cosa cambia il capitale finale e che cosa resta uguale.

La stessa serie di moduli viene attraversata in due ordini opposti e produce due deformazioni finali diverse sotto prelievi regolari.
Rischio · Lux Engineering
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Due persone ottengono gli stessi rendimenti annui, in ordine diverso. Finiscono con lo stesso capitale?

Senza versamenti né prelievi, con lo stesso capitale iniziale e gli stessi rendimenti effettivi, il capitale finale è identico. Con flussi di importo fisso può cambiare molto: nell’esempio decennale di questa pagina la differenza è circa 240.000 euro. È un esempio ipotetico, non una previsione.

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Prima il concetto, poi il conto

Questa pagina approfondisce la guida La media dei rendimenti non paga le bollette. L’ordine sì.. Per accumulo si intende una fase con versamenti; per decumulo una fase con prelievi. Un flusso è denaro che entra nel o ne esce.

Senza flussi il prodotto dei fattori di crescita non cambia quando si scambiano gli anni: 1,20 × 0,90 × 1,05 = 1,134. Il capitale finale coincide; le perdite intermedie e il tempo necessario a recuperarle possono invece essere diversi. L’ordine può dunque contare per una scadenza o per la sostenibilità del percorso, anche quando non cambia il saldo finale.

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La formula con il calendario

Senza flussi: Vₙ = V₀ × (1+r₁) × … × (1+rₙ). V₀ è il capitale iniziale in euro, Vₙ quello dopo n anni, rₜ il rendimento dell’anno t in forma decimale: +20% si scrive 0,20.

Per rifare i conti basta una regola annuale: Vₜ = (Vₜ₋₁ + Cₜ) × (1+rₜ) − Pₜ. Cₜ è il versamento a inizio anno e Pₜ il prelievo a fine anno, entrambi in euro. Ogni anno si riparte dal risultato del precedente.

La moltiplicazione resta commutativa: cambia l’espressione da calcolare. Un versamento iniziale partecipa al rendimento dell’anno; un prelievo finale viene sottratto dopo quel rendimento. Con flussi l’ordine può incidere, ma non è una condizione sufficiente in ogni caso. Se si preleva sempre la stessa percentuale q del valore di fine anno, Vₙ = V₀ × ∏(1+rₜ) × (1−q)ⁿ: il saldo finale resta uguale scambiando i rendimenti, mentre gli importi prelevati nei singoli anni cambiano.

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A. Nessun flusso: sei ordini, un solo risultato

Input: 10.000 euro iniziali, tre anni, rendimenti ipotetici +20%, −10%, +5%. Nessun versamento o prelievo, costo o imposta. Calcoli a precisione piena, arrotondamento finale ai centesimi.

Capitale finale senza flussi

Ordine dei rendimentiCapitale finale
+20% → −10% → +5%11.340,00 €
+20% → +5% → −10%11.340,00 €
−10% → +20% → +5%11.340,00 €
−10% → +5% → +20%11.340,00 €
+5% → +20% → −10%11.340,00 €
+5% → −10% → +20%11.340,00 €
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B. Accumulo: 10.000 euro all’inizio di ogni anno

Si parte da zero e si versano 10.000 euro a inizio di ciascuno dei tre anni: totale versato 30.000 euro. I rendimenti sono sempre gli stessi. In questa prova l’ordine crescente produce il capitale maggiore. Il recupero successivo è già contenuto nella serie ipotizzata: non si può dedurne che un ribasso iniziale sia sempre vantaggioso.

La distanza tra gli estremi è 6.150 euro, pari al 20,64% del risultato più basso. Un capitale iniziale diverso, flussi irregolari o un mancato recupero cambiano il confronto.

Capitale finale con versamenti iniziali

Ordine dei rendimentiCapitale finale
−10% → +5% → +20%35.940,00 €
−10% → +20% → +5%34.440,00 €
+5% → −10% → +20%34.140,00 €
+20% → −10% → +5%31.290,00 €
+5% → +20% → −10%31.140,00 €
+20% → +5% → −10%29.790,00 €
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C. Decumulo: 10.000 euro alla fine di ogni anno

Input: 100.000 euro iniziali e tre prelievi finali di 10.000 euro, per un totale di 30.000 euro. In queste sei prove la graduatoria si capovolge: i cali iniziali lasciano meno capitale a sostenere le uscite.

Anche qui gli estremi distano 6.150 euro, pari al 7,80% del saldo inferiore. L’uguaglianza della differenza in euro rispetto al caso B deriva da questi flussi costanti e dalle convenzioni dichiarate; non vale per qualsiasi calendario di entrate e uscite.

Capitale finale dopo i prelievi

Ordine dei rendimentiCapitale finale
+20% → +5% → −10%84.950,00 €
+5% → +20% → −10%83.600,00 €
+20% → −10% → +5%83.450,00 €
+5% → −10% → +20%80.600,00 €
−10% → +20% → +5%80.300,00 €
−10% → +5% → +20%78.800,00 €
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D. Dieci anni: quasi 240.000 euro di differenza

Input: 500.000 euro iniziali, 40.000 euro prelevati a fine di ogni anno per dieci anni, totale prelevato 400.000 euro. Serie ipotetica: −20%, −10%, +5%, +10%, +8%, +12%, +15%, +5%, +18%, +7%. Il confronto usa la stessa serie in ordine inverso. Non si applicano , costi o imposte.

La media aritmetica della serie è 5,00%; il rendimento cumulato senza flussi è +53,36%; il tasso composto annuo senza flussi è 4,37%. Queste sono misure della serie di rendimenti, non il rendimento personale dopo i prelievi. Il capitale resta positivo in tutti gli anni dei due esempi.

La stessa serie, con e senza prelievi

SequenzaCon prelieviSenza prelievi
Perdite nei primi due anni134.389,50 €766.794,85 €
Serie in ordine inverso374.142,45 €766.794,85 €
Differenza239.752,96 €0,00 €

La differenza è calcolata prima degli arrotondamenti: sottraendo i due saldi già arrotondati compare uno scarto di un centesimo. È +178,40% rispetto al saldo inferiore, non un rendimento del portafoglio.

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Rifare il calcolo anno per anno

Una riga per anno permette di controllare sia il calendario sia la disponibilità del capitale prima del prelievo. Per il primo anno della sequenza A: 500.000 × 0,80 − 40.000 = 360.000 euro. Nella sequenza inversa: 500.000 × 1,07 − 40.000 = 495.000 euro.

Saldo dopo il prelievo annuale

AnnoSequenza ASequenza inversa
1360.000,00 €495.000,00 €
2284.000,00 €544.100,00 €
3258.200,00 €531.305,00 €
4244.020,00 €571.000,75 €
5223.541,60 €599.520,84 €
6210.366,59 €607.482,51 €
7201.921,58 €628.230,76 €
8172.017,66 €619.642,30 €
9162.980,84 €517.678,07 €
10134.389,50 €374.142,45 €
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Che cosa dimostra il rischio di sequenza

Un rendimento medio e un capitale finale sono grandezze diverse. Il secondo dipende anche dal capitale iniziale, dagli importi e dalle date dei flussi. Per interpretare una simulazione servono tutte queste informazioni.

L’errore comune è usare la media storica come se il capitale crescesse allo stesso ritmo ogni anno. Una verifica educativa consiste nel mantenere invariati i flussi e spostare gli anni peggiori all’inizio: si osserva quanto cambia la capacità di finanziare le uscite, senza attribuire probabilità allo scenario.

Una o una regola di spesa flessibile può modificare l’esposizione alle vendite forzate, ma comporta compromessi e non garantisce la sostenibilità. Se il capitale si esaurisce, non si prosegue il modello con un saldo negativo come se fosse un investimento senza debiti: si registra l’esaurimento e si rivedono le ipotesi.

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Ribilanciamento: un confronto distinto

Ribilanciare significa riportare i pesi verso quelli stabiliti. Mantiene l’allocazione programmata, non una immutabile: volatilità e correlazioni possono cambiare. Non sceglie l’ordine dei rendimenti e non elimina il rischio dei prelievi. La guida Il riequilibrio come controllo del rischio spiega il processo.

Nella definizione di Willenbrock (2011), il diversification return è la differenza fra rendimento composto del ribilanciato e media pesata dei rendimenti composti dei componenti. Il riferimento equivale a un portafoglio ipotetico con gli stessi pesi e rendimenti costanti, privi di oscillazioni. Non è il rendimento del portafoglio acquistato e lasciato invariato.

In simboli: DR = gₚ − Σwᵢgᵢ. gₚ è il tasso composto del ribilanciato; gᵢ quello del componente i; wᵢ è il suo peso. Il simbolo Σ significa sommare i termini. L’approssimazione DR ≈ ½ × (Σwᵢσᵢ² − σₚ²) usa varianze dei rendimenti sulla stessa frequenza: σ è la in decimali. È un’approssimazione, non una garanzia di extra-rendimento.

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Due attivi che oscillano in senso opposto

Input: 100 euro iniziali, sei anni, A alterna +30% e −20%; B alterna −10% e +20%. Si parte con 50 euro ciascuno. Il ribilanciamento ripristina il 50/50 dopo ogni anno; l’altra strategia lascia crescere separatamente le due posizioni. Nessun flusso esterno, costo o imposta.

I tassi composti di A e B sono rispettivamente 1,980% e 3,923% annui; la loro media pesata è 2,952%. Il DR è 4,881% − 2,952% = 1,929 punti percentuali annui. La formula approssimata dà 2,000 punti usando le varianze delle sei osservazioni con divisore 6: lo scarto è circa 0,071 punti. Il rendimento in più rispetto all’acquisto e mantenimento è invece circa 1,906 punti annui: il termine di confronto è diverso.

Oscillazioni alternate: confronto su sei anni

StrategiaSaldo finaleTasso composto annuo
Ribilanciamento annuale 50/50133,10 €4,881%
Acquisto e mantenimento119,23 €2,975%
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Quando il ribilanciamento rende meno

Seconda ipotesi: A rende +25% e B +2% ogni anno, per sei anni. Entrambi hanno temporale nulla in questa serie costruita. Con il 50/50 ribilanciato il rendimento annuo è 13,50%; lasciando invariato il numero di quote, il componente che cresce di più aumenta il proprio peso fino a circa il 77,2%.

Il DR è zero perché 13,50% è la media dei due tassi composti. Eppure il saldo ribilanciato è inferiore di 33,26 euro: il DR e il vantaggio rispetto all’acquisto e mantenimento misurano cose diverse. Nessuno dei due esempi indica quale strategia vincerà in futuro.

Crescita costante: stesso capitale iniziale di 100 euro

StrategiaSaldo finaleTasso composto annuo
Ribilanciamento annuale 50/50213,78 €13,50%
Acquisto e mantenimento247,04 €16,27%
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Una stima sensibile alla correlazione

Input ipotetici: annue del 16% e del 6%, pesi 60/40 mantenuti costanti. Cambia soltanto la . Un punto base è 0,01 punti percentuali: 35 punti base equivalgono a 0,35 punti percentuali.

I valori sono approssimazioni lorde, non previsioni né un vantaggio certo sull’acquisto e mantenimento. Tra −0,20 e +0,60 la stima scende di circa il 46,5%, quasi della metà. Costi di transazione ed eventuali imposte sulle plusvalenze realizzate possono assorbire parte del beneficio; dipendono dalle operazioni e dal regime applicabile.

DR approssimato: stessi pesi e volatilità

CorrelazionePunti base annui
−0,2039,65
0,0035,04
+0,3028,13
+0,6021,22

Formula equivalente per due attivi: DR ≈ ½ × w₁ × w₂ × (σ₁² + σ₂² − 2ρσ₁σ₂).

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Il limite e il passo successivo

Questi sono esercizi aritmetici con serie costruite, non dati storici di prodotti, probabilità di perdita o proposte di allocazione. Il confronto fra ordini conserva esattamente gli stessi rendimenti: una strategia che reagisce al percorso, costi diversi o flussi proporzionali possono cambiare le conclusioni.

Riepilogo: senza flussi il prodotto fissa il saldo finale; con importi fissi conta il calendario; il ribilanciamento controlla i pesi ma il suo DR non misura una vittoria sull’acquisto e mantenimento. Per continuare, leggi Diversificazione: due misure da distinguere.

FL

Fonti essenziali e limiti

Costi, imposte e inflazione esclusi; rendimenti e flussi ipotetici. Valori calcolati a precisione piena e arrotondati solo per la lettura. Il tasso composto della serie senza flussi non è il rendimento personale dopo i prelievi.

Contenuto educativo, non consulenza personalizzata. Per decisioni di investimento rivolgersi a un consulente abilitato.

Dai numeri alla struttura del capitale

Sei domande per una lettura educativa delle risposte, senza inserire importi patrimoniali.