Il 60% del capitale in azioni significa anche il 60% del rischio?
No. Nell’esempio con annue del 16% e del 6% e zero, la quota azionaria contribuisce per il 94,1% alla volatilità complessiva. Questo non significa il 94,1% di ogni perdita, né che il equivalga a uno tutto azionario.
Due domande che meritano risposte diverse
Questa pagina approfondisce La diversificazione non si conta. Si misura.. Prima si chiede quali componenti contribuiscano alle oscillazioni del . Poi si osserva che cosa accade quando la componente principale scende. Nessuna delle due verifiche esaurisce tutti i rischi.
significa dispersione dei rendimenti intorno alla media: è espressa qui su base annua. La , compresa tra −1 e +1, misura l’associazione lineare fra i rendimenti. Correlazione zero non significa indipendenza in ogni situazione e non esclude perdite contemporanee.
Come si calcola la volatilità di due componenti
La formula è σₚ = √(w₁²σ₁² + w₂²σ₂² + 2w₁w₂ρσ₁σ₂). I pesi w₁ e w₂ sono le quote del capitale e sommano a 1; σ₁ e σ₂ sono le annue in decimali; ρ è la ; σₚ è la volatilità complessiva. Per esempio, 60% = 0,60 e 16% = 0,16.
Se la è zero, restano (w₁σ₁)² e (w₂σ₂)². A parità di peso, una tripla produce un termine di varianza nove volte maggiore. Senza la condizione di uguali pesi e correlazione nulla, non si può usare questa scorciatoia.
Per attribuire la ai componenti si usa RCᵢ = wᵢ × (Cw)ᵢ / σₚ. C è la matrice delle covarianze, cioè delle variazioni congiunte dei rendimenti; (Cw)ᵢ ne indica la riga i moltiplicata per i pesi. RC₁ + RC₂ = σₚ. La quota percentuale è RCᵢ / σₚ × 100, se σₚ è maggiore di zero. È una scomposizione della volatilità, non della perdita massima.
Il conto: stesso capitale, correlazioni diverse
Input ipotetici: 60% azioni e 40% ; annue rispettivamente del 16% e del 6%. Non sono stime aggiornate di un indice o di un prodotto. Si cambia soltanto la .
Con ρ = 0: σₚ² = 0,60² × 0,16² + 0,40² × 0,06² = 0,009792. La radice è 9,89545% annuo. La quota azionaria è 0,009216 / 0,009792 = 94,11765%. I due contributi assoluti alla sono circa 9,313 e 0,582 punti percentuali annui.
Contributi alla volatilità: esempio 60/40
| Correlazione | Volatilità annua | Quota azionaria | Quota obbligazionaria |
|---|---|---|---|
| −0,30 | 9,17% | 101,4% | -1,4% |
| −0,20 | 9,42% | 98,7% | 1,3% |
| 0,00 | 9,90% | 94,1% | 5,9% |
| +0,30 | 10,57% | 88,7% | 11,3% |
| +0,60 | 11,21% | 84,4% | 15,6% |
| +0,80 | 11,61% | 82,1% | 17,9% |
Volatilità arrotondate a due decimali; quote a uno. Sono quote della volatilità totale, non percentuali di capitale o probabilità di perdita. Su schermi piccoli la tabella si può scorrere orizzontalmente.
Che cosa significa un contributo negativo
Con −0,20 la quota obbligazionaria è ancora positiva: circa 1,3%. Diventa negativa a −0,30, circa −1,4%, mentre quella azionaria supera il 100%. La somma resta 100%. La sola correlazione negativa non basta.
Per questi input RC₂ ha segno negativo quando w₂σ₂² + w₁ρσ₁σ₂ < 0, cioè ρ < −(w₂σ₂)/(w₁σ₁) = −0,25. È una proprietà locale del modello di covarianza. Non significa che le guadagneranno in ogni ribasso, che non abbiano rischi propri o che la quota indichi esattamente quanto comprare o vendere.
Il 60/40 dell’esempio ha 9,90%, inferiore al 16% della sola parte azionaria. Un contributo azionario del 94,1% non annulla questo beneficio e non rende i due portafogli equivalenti.
Un peso diverso per una domanda diversa
Se, solo nell’esercizio, si imponesse una quota azionaria del 60% della e ρ = 0, il peso in capitale sarebbe circa 31,47%, con 68,53% di . La volatilità risultante sarebbe circa 6,50% annuo.
Il calcolo parte da (w × 0,16)² / [(w × 0,16)² + ((1−w) × 0,06)²] = 0,60. Quindi w/(1−w) = √(0,60/0,40) × 0,06/0,16. È una soluzione algebrica a un vincolo ipotetico, non una proposta di . Cambiando o cambia la soluzione.
La seconda misura: che cosa accade nei ribassi
Una calcolata sull’intero campione è una sintesi dei dati osservati, non necessariamente la media aritmetica delle correlazioni dei diversi regimi. Può nascondere comportamenti diversi nei periodi favorevoli e sfavorevoli. Per eventi di coda si intendono esiti estremi rispetto alla distribuzione osservata.
Page e Panariello (2018) analizzano le relazioni fra classi di attivo negli eventi estremi e propongono una tecnica per rendere più robuste le stime. Il risultato non autorizza la frase “nelle crisi tutte le correlazioni vanno a uno”.
Kinlaw, Kritzman, Page e Turkington (2021) distinguono il condizionamento su un solo attivo da quello su entrambi: considerare soltanto i mesi in cui entrambi scendono esclude i mesi in cui uno compensa l’altro. Anche la selezione del campione modifica matematicamente le correlazioni; gli autori la confrontano con un riferimento normale. Page e Panariello sono citati fra i lavori che già usano il condizionamento singolo, non fra quelli da correggere.
Due risultati storici, con il loro significato
Nello studio del 2021, Exhibit 8, pannello B, l’attivo condizionante è l’azionario USA. La misura sottrae l’eccesso medio di al rialzo da quello al ribasso, rispetto al riferimento normale. Non è la correlazione stessa, né una variazione di prezzo.
Per le coppie riportate i dati sono mensili, gennaio 1976–dicembre 2019. Il segno positivo indica un’asimmetria sfavorevole secondo questa misura; quello negativo indica il contrario. Sono risultati del campione, non protezioni future garantite.
Asimmetria condizionata sui rendimenti azionari USA
| Coppia | Misura di asimmetria |
|---|---|
| Azioni USA / azioni estere sviluppate | +0,32 |
| Azioni USA / titoli di Stato USA | −0,35 |
Fonte: Kinlaw e altri (2021), Exhibit 8B. Rendimenti mensili; coefficienti senza unità monetaria. Le serie emergenti dello studio iniziano invece nel 1988.
Un esercizio di sensibilità, non una previsione di crisi
Torniamo al 60/40 ipotetico. Con −0,20 la è 9,41828%; con +0,60 è 11,20571%. Aumenta di circa 1,79 punti percentuali, cioè del 18,98% rispetto al primo valore.
Sono due ipotesi scelte per isolare il ruolo della . Non sono il regime ordinario e quello di stress misurati nello studio citato. In un ribasso reale possono cambiare anche , pesi e : mantenere tutto il resto fisso è utile per capire una formula, ma non riproduce una crisi completa.
Stessi pesi e volatilità dei componenti
| Ipotesi | Correlazione | Volatilità annua |
|---|---|---|
| A | −0,20 | 9,42% |
| B | +0,60 | 11,21% |
Differenza calcolata sui valori non arrotondati; nessuno scenario ha una probabilità assegnata.
Che cosa controllare e che cosa non concludere
L’errore comune è leggere le percentuali in euro come se fossero quote di ogni rischio. Per una verifica educativa, annota separatamente i pesi, la misura di rischio scelta, il periodo dei dati e le ipotesi sulle relazioni tra componenti. Poi prova scenari diversi e osserva quali conclusioni cambiano.
La è una misura di rischio, non il rischio intero. Non descrive da sola perdite permanenti, insolvenza, , , o incompatibilità con una spesa vicina. Le stime nelle code hanno poche osservazioni; correlazioni e contributi non sono costanti naturali.
Non segue che la geografica sia inutile o che le proteggano sempre. Rendimento e rischio dei titoli di Stato dipendono anche da tassi, durata e valuta: approfondisci Duration: il rischio che molti scoprono dopo..
Riepilogo e passo successivo
Le due verifiche sono complementari: quanta è attribuita a ciascuna componente e come si comportano le relazioni nei periodi sfavorevoli. Vanno affiancate alla mappa delle esposizioni e agli obiettivi. Un solo coefficiente non certifica la .
Per vedere come il calendario delle uscite cambia il risultato anche con gli stessi rendimenti, prosegui con Ordine dei rendimenti, flussi e ribilanciamento.
Fonti essenziali e limiti
- Page e Panariello (2018) — When Diversification Fails, Financial Analysts Journal 74(3), 19–32 Periodo del dato: Pubblicazione 2018
Testo disponibile sul sito dell’editore: correlazioni negli eventi di coda e tecnica di stima. Non è la fonte dei numeri ipotetici 60/40.
- Kinlaw, Kritzman, Page e Turkington (2021) — The Myth of Diversification Reconsidered Periodo del dato: Gennaio 1976–dicembre 2019; dati mensili per le due coppie citate
Scheda e PDF degli autori consultati. Exhibit 8B: +0,32 e −0,35; distinzione fra condizionamento singolo e doppio, confronto con il riferimento normale.
- Willenbrock (2011) — Diversification Return, Portfolio Rebalancing, and the Commodity Return Puzzle Periodo del dato: Lavoro del 2011
Relazioni fra pesi, varianza e covarianza del portafoglio, incluse le equazioni 5 e 10. La scomposizione RC mostrata qui si ottiene derivando la formula della volatilità rispetto ai pesi.
Tabelle di volatilità e contributi: calcoli Lux con input ipotetici, non stime di mercato o raccomandazioni. Risultati di asimmetria: evidenza storica dello studio citato, non garanzia per altri periodi, valute o strumenti.
Dai numeri alla struttura del capitale
Sei domande per una lettura educativa delle risposte, senza inserire importi patrimoniali.

